Trasferito il detenuto che ieri è salito sul tetto del carcere di Marassi. UilPa: «Ma i problemi del carcere restano»

Il segretario Pagani attacca il ministro Nordio e i vertici dell’istituto carcerario: «Polizia penitenziaria in sottorganico , personale stanco e demotivato e con i vertici dell’istituto, indecisi e con idee molto confuse»

“Si è rischiato grosso ieri , un gesto di protesta estremo di un detenuto nelle nostre prigioni che, da un lato è indice del disagio in cui versa l’utenza, specie quella affetta da patologie psichiatriche e che rimane pressoché abbandonata a se stessa, oltre al rischio della propria incolumità, il detenuto , poteva colpire passanti e automobilisti, considerato il lancio di pezzi di ardesia in strada, dall’altro la conclama e la vulnerabilità del sistema penitenziario le cui sorti si reggono per quel che è possibile esclusivamente sul quotidiano sacrificio degli operatori, primi fra tutti quelli del Corpo di Polizia penitenziaria in sotto organico, stanco e demotivato e con i vertici dell’istituto di Genova Marassi , indecisi e con idee molto confuse ”- commenta il segretario della UILPA Polizia Penitenziaria – per questo il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, farebbe bene a interessarsi compiutamente alle questioni carcerarie al di là degli aneddoti che ama raccontare, i quali probabilmente non a caso ricordano soprattutto momenti di torpore, e, unitamente a tutto il Governo Meloni, dovrebbe prendere compiutamente atto della strisciante emergenza penitenziaria – a cominciare proprio da un carcere come quello di Marassi – precisa Pagani – che dovrebbe essere affidato a persone all’altezza del personale di Polizia penitenziaria che si ha a disposizione (eccellente) , dopo 7 gg di protesta da parte dei detenuti per la problematica legata alla spesa e ieri il detenuto sul tetto , eccome affidare una ferrari ad un neo patentato“ ”, conclude il sindacalista“.



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